La Salute dei Migranti

di Beata Uwase.

Per molti le parole “Richiedente asilo” o “Rifugiato titolare di protezione internazionale” restano nel linguaggio degli specialisti. Per gli altri, il “Migrante” – sano, forte, giovane – è soprattutto uno straniero in cerca di lavoro. In un’Europa dove la situazione economica e l’occupazione sono problemi di sempre maggior preoccupazione, il migrante oggi crea insicurezze. L’immagine che prevale è quella negativa e di paura. Spesso pensiamo che ci possano togliere qualcosa, che stiano invadendo uno spazio che non è loro, che non tutti riusciranno ad integrarsi con la nostra cultura e con le regole sociali del nostro Paese. Invece, fra i migranti, vi sono reduci da guerre dimenticate, da schiavitù di cui si ignora l’esistenza, da discriminazioni, mutilazioni e torture che hanno danneggiato anime e corpi. Queste persone vanno conosciute, valorizzando anche il bagaglio che portano con sé.
Nel cuore di Roma c’è chi è riuscito a creare uno spazio, o meglio una Casa di cura per loro. Dal 2006 esiste una struttura a valenza regionale per l’assistenza sanitaria a questi migranti forzati, di nome Sa.Mi.Fo (Salute per Migranti Forzati). http://centroastalli.it/servizi/progetto-samifo/

Il Centro SaMiFo è nato dalla collaborazione tra l’Azienda USL Roma A e l’Associazione Centro Astalli. La sua missione principale è la presa in carico e la cura temporanea dei richiedenti, titolari di protezione internazionale. La sede del centro si trova a Roma in via Luzzatti n.8, Distretto dell’ASL/RM A. In questo Centro vengono fornite le cure primarie di medicina generale, affiancate da quelle specialistiche: ginecologia, ortopedia, medicina legale, psicologia e psichiatria.

I migranti che vi accedono provenendo da Paesi diversi hanno culture, lingue diverse ed infine un diverso modo di vivere, che possono impedire una diagnosi corretta dei mali di cui soffrono o perfino di saperli curare. Per superare la barriera del linguaggio e della mancanza di comunicazione, la struttura si avvale di mediatori culturali.
Il SAMIFO non è solo un Centro che fornisce assistenza sanitaria competente ad una popolazione particolare ma anche un luogo generatore di nuova conoscenza che adegua le pratiche medico sanitarie alle esigenze di persone di culture differenti.

In questa Casa per migranti forzati oltre ai servizi citati sopra, esiste anche un Centro di Ascolto. Le persone che vi arrivano portano un grande carico di dolore da traumi subiti, spesso rimossi per sopravvivere ma che riemergono in qualsiasi momento. Molti sono stati vittime di trattamenti disumani e degradanti. Fra le donne, le vittime di violenza e di tortura sono il novanta per cento. L’accesso al front office è libero, le visite sono su appuntamento.
In 10 anni, sono passati dal SaMiFo migranti forzati di oltre 60 Paesi.

Il Centro Sa.Mi.Fo si avvale di un modello organizzativo che, attraverso percorsi assistenziali integrati, riesce a soddisfare bisogni di salute complessi che richiedono contemporaneamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale. La realtà sperimentale di questo centro può essere un modello per altre regioni d’Italia.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*