Madri, Sorelle, Zie, per una Scuola multietnica

di Anna Palumbo ( Siena )

In Maremma, nella calda estate duemiladiciassette, parlando con una cara amica insegnante alle Scuole Medie, scopro la bellezza di un piccolo progetto sperimentale realizzato in un Istituto Comprensivo, un progetto di conoscenza reciproca e alfabetizzazione rivolto alle donne “straniere”,  madri,  sorelle e zie degli studenti della scuola pubblica.

Nell’Istituto Comprensivo di Massa Marittima, comune di ottomila abitanti in provincia di Grosseto, alcune insegnanti dedicano il loro impegno e la loro professionalità oltre che all’insegnamento ai loro scolari, anche alla realizzazione di una società multietnica e alla promozione del dialogo fra diverse culture.

La professoressa Simonetta Noè mi descrive la realtà di questa scuola. Il 30% circa degli alunni è di origine straniera. Le insegnanti si chiedono come creare una maggiore vicinanza con le famiglie degli studenti e accrescere il rapporto di fiducia verso l’istituzione scolastica da parte, in particolare, delle famiglie immigrate. Decidono dunque di rivolgersi alle donne, ma la maggior parte di esse non parla l’Italiano.

Il progetto proposto ed elaborato dalle insegnanti riceve il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune, della Commissione Pari Opportunità e dello Sportello Informa-Donna.

Nel mese di marzo ogni lunedì e venerdì la scuola apre le porte alle madri degli studenti stranieri per degli incontri gratuiti, guidati da un’insegnante della scuola Primaria, Cristina Cencioni, esperta in didattica dell’Italiano come L2. Questi incontri sono strutturati in forma di dialogo su usi e tradizioni culturali, lo scopo è creare conoscenza reciproca e intraprendere percorsi di alfabetizzazione.

Agli incontri partecipano 12 donne, provenienti dall’Albania, dalla Russia, da Santo Domingo e dalla Romania. Per ogni livelli di conoscenza dell’Italiano (A0 e A1) è stato preparato materiale adeguato e il tono amichevole della conversazione ha agevolato incoraggiato l’apprendimento.  Tutte le donne coinvolte hanno richiesto di poter proseguire con un’ esperienza analoga per il prossimo anno.

L’orario scelto per questi incontri (14.30-16.00) ha consentito alle donne di partecipare nell’orario in cui i figli in età scolare erano ancora impegnati a scuola, e le facilità per riprenderli nell’orario di uscita.

Il volantino per diffondere l’iniziativa, distribuito agli studenti, è stato scritto in 4 lingue.

Questi sono semplici dettagli che rendono eccellente questo piccolo progetto sperimentale, progetto che potrebbe essere adottato da molti altri istituti scolastici di comuni italiani con caratteristiche simili. Con rammarico Simonetta mi racconta che soltanto le donne macedoni non hanno partecipato agli incontri, ma si dice fiduciosa che nel prossimo anno scolastico riusciranno a coinvolgere anche loro.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*