Un medico a Lampedusa visto dall’Europa

di Giovanna Pandolfelli  ( Lussemburgo ).

Lidia Tilotta, giornalista RAI, racconta attraverso le parole del medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, la vita di un uomo ormai conosciuto non solo in Italia ma anche in Europa e nel mondo ( grazie anche ad un film straordinario come FUOCOAMMARE ). Non è l’unico medico che lotta per salvare la vita dei pazienti, ci si chiede. E’ vero, di eroi quotidiani ce ne sono tanti, gente dedita agli altri ogni giorno. “Lacrime di sale” (Mondadori 2016)  è la storia di uno di loro, il figlio di un pescatore divenuto medico grazie ai sacrifici della famiglia che lo ha fatto studiare, grazie alla propria determinazione nel riuscire e all’attaccamento alla sua terra, l’isola più a sud d’Italia. Un’isola che geologicamente apparterrebbe all’Africa, un’isola dalla storia antica che risale ai tempi dei Fenici, Greci, Romani e Arabi, una storia unica, diversa  dalla quella del resto d’Italia, uno scoglio in posizione strategica in mezzo al Mediterraneo, crocevia di incontri e di passaggi.

Dopo la presenza degli Arabi, Lampedusa rimase disabitata per molto tempo. Vide l’approdo di pochi abitanti, ora francesi, ora maltesi, ora inglesi. Nel Seicento divenne principato della famiglia Tomasi, antenati del noto autore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, appunto. E furono proprio i Tomasi più tardi ad occuparsi del ripopolamento dell’isola con abitanti della Sicilia secondo un preciso programma. Con l’unità d’Italia ne divenne parte integrante, costretta tuttavia ad ospitare una colonia penale. Solo negli anni Sessanta del secolo scorso Lampedusa conquista l’allaccio alla rete telefonica, una centrale elettrica e l’aeroporto.

Ma veniamo ai giorni nostri, quando la Base Nato americana fu l’obiettivo mancato di due missili lanciati per avvertimento dalle forze armate libiche. Era il 1986. Da quel momento Lampedusa paradossalmente cominciò ad esistere per il resto del mondo. L’episodio ebbe l’effetto di puntare i riflettori su una delle più belle isole del Mediterraneo che da allora visse una ripresa dell’economia turistica. Tutto ciò purtroppo non era destinato a durare poiché dopo pochi anni, precisamente nel 1992, cominciarono i primi sbarchi dei migranti. E’ su questo territorio tormentato che il dott. Bartolo ha deciso di tornare a vivere e ad esercitare la sua professione dopo gli studi in Sicilia e con molti disagi per la moglie e i figli.

Il libro è un susseguirsi di episodi personali del passato e del presente che Bartolo mette come di fronte ad uno specchio: la sua vita e quella dei migranti. Anche lui migrante in Sicilia, decide di tornare a Lampedusa ma si trova ad affrontare emergenze ben più gravi di quelle dei seimila abitanti natii. La particolarità del suo lavoro sta proprio nel ruolo che si trova a svolgere senza averlo necessariamente scelto dall’inizio . Giorno dopo giorno, emergenza dopo emergenza, Bartolo si deve occupare delle prime cure di vite umane venute dal mare, gettatisi nell’abisso dell’inconnu senza saper nuotare. Tutto ciò, riconosce il medico, con grande sforzo da parte della famiglia che lo ha sostenuto sinora. La vita sull’isola non è facile per chi non ci è nato, i confini sono troppo vicini e invalicabili, la scuola locale fino a pochi anni fa non prevedeva studi superiori e i suoi figli sono stati costretti a lasciare la famiglia a tredici anni per poter proseguire. Lacerazioni profonde per una madre e un figlio, speculari agli strappi che hanno vissuto i volti che sbarcano su queste coste per una vita migliore. Un sacrificio che vale la vita di tante altre. Un medico, ma anche un uomo che mostra le sue debolezze, la sua grande umanità. Questo è l’”eroismo” di Bartolo che in un’intervista si domanda sul senso di tale etichetta: non si sente un eroe, ha fatto ciò che doveva. Come migliaia di italiani che oggi come ieri compiono i loro piccoli atti eroici quotidiani guidati da un antico senso di accoglienza, solidarietà, grande generosità e umanità. Non  è questa la sede adeguata per parlare di scelte politiche *, manipolazione di informazione o altre polemiche: l’emergenza sociale va affrontata a livelli più alti, tuttavia resta l’elemento umano.

“C’e una cosa che forse non è comprensibile se non si è nati su un’isola lontana da ogni terra come noi: lasciare qualcuno, chiunque esso sia, in balia delle onde non è ammesso, non è nemmeno pensabile.  E’ la legge del mare e nessuno può violarla.” Pietro Bartolo.

*Nota della Redazione

Il Dott. Bartolo in vista delle Elezioni Politiche del 4 marzo aveva ricevuto diverse proposte di candidatura al Parlamento. Dopo una prima reazione positiva e di accettazione verso uno dei partiti della Sinistra, ha poi deciso di non confermare la sua disponibilità e rimanere a Lampedusa a svolgere ancora il suo lavoro di medico.

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