Conversando con un Imam di Roma

di MariaTeresa Benanchi.

Imam Mohamed Ben Mohamed, ringraziandola per questo incontro ci racconta quando e come è nata la comunità musulmana di Centocelle a Roma?

La comunità musulmana di Centocelle e quindi l’Associazione Culturale Islamica in Italia, è stata fondata nel 1994 con la fondazione della Moschea per svolgere diverse attività oltre a quella religiosa, ossia culturale e sociale. Le persone che frequentano questo luogo sono numerose e provengono non solo dal quartiere ma anche da fuori città. Durante il venerdì, giorno obbligatorio di preghiera, è frequentata da circa mille fedeli, mentre nei giorni normali, durante le cinque preghiere, sono presenti circa 40 fedeli. L’associazione svolge diversi tipi di attività, oltre a quella religiosa, discussioni e dibattiti su vari argomenti aperti a tutta la società, con associazioni come Legambiente abbiamo fatto diverse iniziative come quella di mantenimento dell’acquedotto. A livello sociale l’associazione cerca di indirizzare e aiutare le famiglie da un punto di vista legale o amministrativo. Inoltre si svolge anche un’attività scolastica, di insegnamento della lingua araba e della cultura islamica che si svolgono in una scuola pubblica.

Stiamo cercando di creare un incontro e quindi un dialogo religioso con varie realtà come la Chiesa evangelica di Alessandrino, il Centro Astalli, il movimento dei Focolari, la Caritas, la comunità di Sant’Egidio ed altre.

Veniamo adesso alla parte che riguarda proprio il dialogo interreligioso…

Da quando è iniziato il pontificato di Papa Francesco il dialogo è andato molto avanti, soprattutto tra Musulmani e Cristiani, dall’aperura della porta santa in poi, a cui abbiamo partecipato come comunità con una delegazione. In quell’occasione abbiamo realizzato un manifesto insieme ai focolarini con la seguente scritta: “Cristiani e musulmani insieme per la pace”.

Durante il mese del ramadan quando avviene la rottura del digiuno la sera ci incontriamo in moschea per mangiare insieme ai nostri amici, ma anche insieme a parrocchie, associazioni e istituzioni che vogliono condividere questa festa con noi. Per portare solo un esempio due anni fa la comunità di Sant’Egidio è venuta a visitare la moschea e a rompere il digiuno con noi.

Mi vuole dire qualcosa a proposito del libro di sua figlia, Takoua Ben Mohamed, che si intitola “Sotto il velo”?

Questo libro nasce nell’ambito di un’atmosfera particolare che vive la comunità musulmana in Italia e in generale in Occidente, dopo l’11 settembre è stata fatta una propaganda negativa dell’Islam e del suo presunto collegamento con il terrorismo. Nonostante queste vicende siano totalmente estranee alla religione. I terroristi sono criminali, persone che provengono dalla criminalità, punto.

In questo contesto c’è stato un attacco ad una ragazza che viveva in questa atmosfera e come lei ad altre ragazze le quali sono state e sono spesso discriminate e insultate; mia figlia con il suo modo artistico e umoristico è riuscita ad esprimere la vera anima della comunità smantellando alcuni pregiudizi. Questo libro ha avuto un grandissimo successo, è stato presentato in molte scuole ed università in Italia ma anche all’estero (dove i suoi fumetti vengono studiati come letteratura italiana) come in Gran Bretagna, Stati Uniti, Irlanda, Argentina ecc.

La cultura non deve dividere la società ma unirla, la conoscenza della diversità è un dono, Dio ha creato l’umanità diversa in colori, lingue e culture. Tutti abbiamo un’origine comune in Adamo ed Eva. Tutti gli esseri umani sono fratelli i conflitti non sono altro che l’opera di satana. L’incontro delle diverse religioni deve puntare alla fratellanza, alla misericordia e alla pace per evitare i conflitti. Bisogna far vivere questi valori. In questo momento le persone si stanno allontanando molto dalla religione. Bisogna fare un lavoro interno, la religiosità si concretizza nel comportamento, se non c’è corrispondenza è inutile.

Veniamo infine al panorama politico che si è delineato con le elezioni del 4 marzo che hanno visto la vincita dei partiti antisistema e di estrema destra.

Purtroppo la vincita di partiti estremisti si è verificata in molti paesi oltre che in Italia, sicuramente sarà un più difficile raggiungere alcuni diritti come la stipula dell’Intesa con lo stato italiano. La prima richiesta d’intesa è stata presentata negli anni novante e ancora oggi non siamo riusciti ad arrivare ad un punto. Già dall’11 settembre in poi c’è stato un cambio di rotta. L’intesa fa parte dell’applicazione della nostra Costituzione, non si può lasciare da parte una porzione della società, in questo caso musulmana, che non gode dei diritti garantiti dalla Costituzione. Ciò ha riguardato in particolar modo i luoghi di culto, oggetto di campagna elettorale, la situazione è molto delicata a livello politico. Sicuramente il lavoro da fare sarà maggiore… lavorare tanto, dal basso con la gente. Far vincere il bene sul male. Scardinare i pregiudizi e l’odio sociale attraverso attività educative e culturali per costruire insieme una società più inclusiva e più pacifica.

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