Rifugiati senza rifugi

di Gianguido Palumbo.

Il 20 giugno come ogni anno ( ma non da sempre ) si celebra in tutto il Mondo la Giornata dei Rifugiati che quest’anno ha un valore più forte sia in generale che proprio in Europa e in Italia. In generale perché alla fine dell’anno scorso, il 2017, nel mondo risultava un totale di 68 milioni di persone in fuga dalle loro case e città a causa di guerre, violenze, persecuzioni con un aumento del 3% sul 2016. Nel Mondo attuale purtroppo aumentano le famiglie che scappano dalle loro vite. ( la foto scelta riguarda una composizione di sassi fatta da un Artista Siriano ).

In Italia questo 20 giugno 2018 diventa ancora più significativo a causa di un Governo Nazionale ed in particolare di un Ministro dell’Interno che sta coerentemente dimostrando sempre più il suo Razzismo esplicito che fino a pochi anni fa assieme al suo Partito la Lega, si esprimeva anche contro i Meridionali d’Italia ma ormai più nettamente contro gli Immigrati e contro i Rom.

E’ sempre bene ricordare che la Giornata Mondiale del Rifugiato era stata indetta dalle Nazioni Unite dopo la fine della seconda Guerra Mondiale con milioni di famiglie fuggite dai loro Paesi coinvolti e celebrata  il 20 giugno per commemorare l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati (Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La Giornata venne rilanciata  dopo molti anni il 20 giugno 2001, nel cinquantesimo anniversario della Convenzione.  Dagli anni ‘50 agli anni 2000 si è modificato molto il quadro internazionale e le origini delle fughe dei popoli però sono rimaste le guerre locali, le distruzioni, le persecuzioni e le violenze. Per questo 2018 l’Agenzia delle Nazioni Unite ha promosso la campagna WhithRefugees  ( www.unhcr.it/withrefugees)  e in Italia un programma di iniziative in tutto il paese www.unhcr.it/withrefugees/porteaperte.

Proprio per superare l’eccessiva concentrazione sui nostri problemi italiani ed europei  è necessario ricordare alcuni dati mondiali del Rapporto 2017 Global Trend dell’UNHCR .

I casi più recenti di fughe di popolazioni dalle loro case e città sono quelli del Congo ( 620mila persone ) e del Myanmar ( Birmania ) con 665mila  persone del popolo musulmano Rohinyga.

I Paesi dai quali nel 2017 si è fuggito di più sono stati la Siria ( 6,3 milioni ), il Myanmar ( 1,2 milioni ), la Somalia ( circa 1 milione ).

I Paesi che nel 2017 hanno accolto più popoli in fuga sono stati la Turchia ( 3,5 milioni ), il Pakistan ( 1,4 milioni ), l’Uganda ( 1,4 milioni ), il Libano ( 1 milione ), l’Iran ( 1 milione ), la Germania ( 1 milione ), il Bangladesh ( 950mila ) il Sudan ( 900mila ).

Sempre nel 2017  solo per le specifiche Richieste di Asilo invece è avvenuto uno spostamento verso gli Stati Uniti d’America che è stato il Paese con più domande ( 330mila ! ) che arrivavano ovviamente dal Centro e dal Sud America ( le nuove crisi dei Paesi dell’America Latina ), mentre le domande di Asilo dall’Asia e dell’Africa sono state rivolte soprattutto alla Germania ( quasi 200mila) e poi all’Italia ( oltre 127mila ) ed alla Turchia ( 126mila ).

In questo quadro mondiale davvero drammatico in Italia ci ritroviamo con un Ministro dell’Interno che si scatena impunemente e indisturbato dai suoi alleati politici e dai colleghi Ministri, per fermare a tutti i costi ( sociali soprattutto ) l’”invasione” di Immigrati ed anche l’intrusione dei circa 150mila “Nomadi e Zingari” nella vita italiana.

Ma il problema più serio è innanzi tutto quello dell’adesione maggioritaria del popolo italiano a queste politiche : gli ultimi sondaggi parlano del 58% di accordo sulla chiusura dei porti agli sbarchi  e del 57% di soddisfazione generale verso questo nuovo Governo Italiano . E se faranno un nuovo sondaggio sui Rom risulterà che una maggioranza ancor maggiore di italiani è favorevole ad un pugno duro contro le famiglie Rom presenti nel nostro Paese.

Però così come non basta “aprire i porti” come reazione nazionale dell’altra metà di italiani nominalmente più democratica e progressista e antirazzista, non bastano più le decine di belle iniziative dedicate ai Diritti dei Rifugiati sparse in tutta Italia e promosse da assessorati generosi assieme a molte associazioni, intellettuali e artisti.  Sono troppi anni che ripetiamo sempre le stesse parole, slogan, azioni, iniziative e tutto questo attivismo non è riuscito a modificare la testa della maggioranza degli italiani tanto che oggi  ci ritroviamo con un Governo di Destra, pur aggiornata, camuffata e multiforme. Troppa retorica sociale e culturale, troppi errori, contraddizioni e sottovalutazioni da parte dei Governi di Centro Sinistra nell’affrontare una delle questioni epocali del mondo attuale come le Migrazioni e la Società multi e interetnica.

Sono poche le novità meritevoli di attenzione di impegno e di investimenti e sicuramente una di queste, nata non in Italia ma in Germania a Berlino, è la rete europea di accoglienza individuale di Immigrati Rifugiati nelle Famiglie disponibili ( previa analisi attenta e preparazione ) Refugees Welcome https://refugees-welcome.it/, che in pochi anni anche in Italia sta sperimentando con successo questa modalità concreta di convivenza in molte città del nord centro e sud  con decine di Immigrati ospiti dai 6 mesi a un anno ciascuno. Certo non può essere La Soluzione del problema di milioni di migranti ma è finalmente una sera e coerente proposta concreta.

La reazione nazionale alla nuova ondata di Razzismo sociale e adesso Istituzionale non può essere solamente simbolica e intermittente, con iniziative ripetitive,  ma per avere effetti  dovrebbe consistere sia in un approfondimento teorico, con elaborazioni nuove di soluzioni, sia in una programmazione di attività originali e forti, diffuse in tutto il Paese.

Inoltre crediamo sia ormai urgente promuovere ( non solo sul tema dell’Immigrazione e delle Società Multi interetniche ) dei confronti internazionali fra studiosi, intellettuali, operatori sociali, professori, rappresentanti di associazioni, di partiti, di sindacati, sulla reinvenzione della “Sinistra”, della “Democrazia”, nel mondo globalizzato contemporaneo. Di fronte a Trump, a Putin, a Erdogan, al crollo dei Paesi dell’America Latina, alle crisi mediorientali, alla incredibile avanzata di una Cina indefinibile, alle potenzialità contraddittorie dell’Africa, l’Europa cosidetta “democratica” non può reagire con vecchi schemi e risposte stantie. Il prossimo futuro va ripensato davvero fra culture diverse con nuove energie e ben oltre le teorie e le pratiche del ‘900.

Ai nuovi milioni di Rifugiati e milioni di Migranti di ogni origine non si può più rispondere con un generico e a volte controproducente “Venite, e poi vedremo cosa fare”. Assieme dobbiamo reinventare la vita ovunque.

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