Accoglienza:non solo parole

di Cinzia Sabbatini.

Questo anno ho scelto di dedicare il mio impegno a fare un’esperienza in prima persona nell’accoglienza dei migranti, per sperimentare cosa c’è e cosa ci dovrebbe essere e che cosa io, come formatrice e Presidente di una piccola Fondazione che si occupa di promozione di intercultura e formazione interculturale, potrei fare di più. Non che non l’avessi già fatto nel passato ma di questi tempi ho sentito il bisogno di dare più spazio ad esperienze dirette sperimentando oggi come accogliere in un momento storico in cui la situazione dell’accoglienza sembra sempre più difficile. Ho voluto vivere la mia esperienza in questi cinque mesi in diversi campi: l’accoglienza a coloro che sono fuori del sistema di accoglienza e che vivevano nel presidio vicino a Stazione Tiburtina seguito da Baobab Experience, l’accoglienza in un Cas gestito dal Centro per l’autonomia a Marino, l’accoglienza in famiglia promossa da Refugees Welcome accogliendo in casa un rifugiato .

Quello che ho cercato è incontrarli e stare con loro e dalla loro parte , indipendentemente dalla modalità in cui li ho incontrati . Per me sono state e sono occasioni e fonte di grande arricchimento personale e professionale ma tanto c’è da fare …Ho vissuto spesso esperienze di sofferenza condividendo con i migranti anche situazioni difficili come gli sgomberi , i continui controlli e l’attesa per i documenti senza fare niente. Ma anche la ricchezza di poter scambiare con loro lingue, cibi e abitudini diverse. e soprattutto la gioia di stare insieme uniti anche se diversi ma proprio per questo più ricchi. La condivisione di vita è il regalo più grande quando si riesce a conquistarlo nel rapporto personale e da là viene tanta ricchezza umana e culturale, esperienza che spesso non riusciamo più a vivere in questa Italia del “benessere”.

Il sistema esistente in Italia è molto lacunoso e dovrebbe essere sempre più vissuto come un aiuto a creare relazioni personali armoniche ed efficaci che favoriscono questo scambio umano, culturale e anche economico mentre attualmente è pensato fondamentalmente come sistema di controllo delle persone straniere in arrivo. In realtà, visto com’è ora, la parola sarebbe controllo non accoglienza . Così lo scambio che è la cosa più bella e porta questa ricchezza, non avviene. L’accoglienza migliore è quella fatta dai singoli volontari, dalle famiglie, dalle associazioni che propongono rapporti caldi e aperti alla diversità ma purtroppo con pochi strumenti formativi e istituzionali quasi inesistenti.

Inoltre attualmente anche tale sistema, così imperfetto, è preso d’attacco dal nuovo Decreto “In “sicurezza, che sta provocando effetti devastanti sulla convivenza civile e armonica.

Credendo fortemente e non volendo rinunciare all’enorme arricchimento che viene dall’incontro con persone di diversa cultura quello che sto cercando di fare è promuovere occasioni di incontro tra italiani e migranti , formazione alla relazione interculturale perché sia una relazione paritaria di scambio e di arricchimento reciproco. Ma forse il lavoro forse più efficace è quello di partire da 1 , 2 persone che posso seguire e accompagnare ogni giorno in un percorso di inserimento che porti frutti per la mia e per la loro vita. Altra attività fondamentale insieme a questa è un lavoro di rete con chi si sta occupando comunque di creare accoglienza e integrazione nonostante tutte le difficoltà.

Le realtà sono tante e molto attive e vivaci e ho fiducia che potremo insieme combattere e creare qualcosa di nuovo che possa aprire e sostenere un nuovo sistema di accoglienza più aperto e più efficace.

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