50 anni di Razzismo e Migrazioni

di Gianguido Palumbo.

“Si odia chi si teme e si teme chi non si conosce” era una delle frasi celebri di MLK. Il 4 aprile del 1968 in America a Memphis nel Tennessee, Martin Luther King fu ucciso. Pochi mesi dopo fu ucciso anche Robert Kennedy. 50 anni fa il 1968 esplodeva in molti paesi del Mondo ed anche in Italia.

Poche parole sintetizzavano perfettamente il problema non solo americano, del RAZZISMO di 50 anni fa ma anche di prima e dopo la storia di tutta l’Umanità ovunque. La non conoscenza degli altri provoca timore, insicurezza fino alla paura e da lì scatta il rifiuto fino all’odio fino al Razzismo. Il problema quindi era ed è e sarà sempre come favorire la conoscenza reciproca fra cittadini di diverse origini e culture e attraverso la conoscenza non solo teorica, studiata, ma pratica quotidiana, arrivare alla fiducia, alla scoperta, alla relazione, alla convivenza civile alla reciproca integrazione in una comunità. Ma è anche vero, e troppo spesso lo si dimentica e sottovaluta soprattutto in Italia, che se le condizioni di vita materiali ( casa, lavoro, trasporti, scuola, sanità, svago, sport, cultura ) non sono dignitose, non sono decenti né per i cittadini locali né per i nuovi cittadini immigrati, la conoscenza reciproca si traduce in verifica delle sofferenze e delle diversità e delle reazioni al disagio provocando subito competizione, giudizio, rifiuto, scontro, intolleranza, razzismo appunto. Quindi non è affatto facile superare il Razzismo e vivere le nuove Migrazioni.

L’America del nord a  50 anni dall’omicidio di MLK e dopo 8 anni di Presidenza Obama non solo non garantisce vera uguaglianza di diritti fra Bianchi e Neri, ma addirittura la vittoria ( più o meno legittima e legale ) di Trump sembra esprimere e favorire un ritorno indietro delle relazioni sociali e del Razzismo. Negli ultimi anni è nato e si è diffuso, soprattutto fra le nuove generazioni afroamericane, il movimento Black List Matter che si concentra sugli abusi della Polizia e del sistema penale a sfavore dei cittadini neri. Nel frattempo la grande tradizione pacifista di MLK vive ancora attraverso l’impegno del KING CENTER di Atlanta di cui la figlia Bernice  è la coordinatrice. Ma impegni sociali diffusi e nuove generazioni sensibili sia nere che bianche non bastano a rendere gli Stati Uniti d’America migliore di quella del 2008 o del 2016.

Oggi nel mondo il grande problema del Razzismo, esistente non solo in America del Nord, si collega sempre più strettamente a quello che proviamo a definire Migrazionismo : uno specifico negazionismo del diritto di Migrare. Le nuove Migrazioni provocate da guerre, da disastri ambientali, da povertà strutturali e da regimi dittatoriali, stanno provocando in molti Paesi del Mondo reazioni xenofobe e nuove forme di Razzismo che si sommano o risvegliano il Razzismo “tradizionale” sempre esistito.

In questi ultimi anni e in questi ultimi giorni la sequenza internazionale di fatti legati ai Migranti mi ha molto colpito ( spero non solo me ) proprio per la contemporaneità di emergenze sociopolitiche nazionali in diverse parti del mondo:

  • In Israele il Governo vuole espellere quasi 40mila immigrati in gran parte africani
  • In Italia le recenti Elezioni sono state vinte dal Centro Destra e dai 5 Stelle anche e molto sul tema del respingimento degli Immigrati
  • In Francia è stato deciso un blitz della Polizia Francese in territorio italiano a Bardonecchia per controllare alcuni Migranti africani provocando quasi un incidente diplomatico ancora non risolto
  • In Germania il nuovo Governo di Coalizione di Centro-Sinistra è nato trattando come uno dei temi caldi la quantità di Immigrati da accogliere e integrare
  • In Turchia continua ormai da tre anni lo scambio brutale fra miliardi di Euro dell’Unione Europea e quasi tre milioni di Profughi mediorientali bloccati lì per evitare che arrivino appunto in Europa
  • In America del Nord il Presidente procede nella sua politica di controllo delle immigrazioni e realizzazione del nuovo Muro anti Messicani mentre negli ultimi giorni oltre 2000 latino americani sono partiti a piedi dall’Honduras verso Il Messico per protestare proprio contro quel Muro americano in programma.
  • In Sud-Africa la politica nazionale sta affrontando il rischio di un nuovo apartheid al contrario ( contro i Bianchi ) contemporaneamente al rigetto di Immigrati dai Paesi sudafricani limitrofi.
  • In Birmania il dramma delle minoranze musulmane Rohingja non è per nulla risolto come in molte altre parti del mondo in un mescolarsi di razzismo storici locali povertà e migrazioni locali.

Ecco perché l’anniversario della uccisione di Martin Luther King, le sue azioni ed anche le sue vittorie sociopolitiche e culturali sono oggi da rilanciare con decisione a partire da quelle poche parole così chiare e forti che ho citato all’inizio e volutamente riscrivo qui alla fine dell’articolo “Si odia chi si teme e si teme chi non si conosce”.

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