A Casa Nostra e a Casa Loro ?

di Gianguido Palumbo.

La discussione pubblica sui Migranti, sull’Immigrazione, sul ruolo dell’Italia, sulle differenze fra Destre, Sinistre, Leghe e Stelle, si sta accendendo sempre più dopo le gravi difficoltà di cooperazione fra i Governi dei Paesi Europei, l’aumento inevitabile di arrivi dal mare, le iniziative e i programmi del Governo Italiano e le dichiarazioni di singoli dirigenti politici e personaggi pubblici anche molto conosciuti e influenti, non solo in Italia.

Volutamente non faccio nomi di questi ultimi perché mi sembra molto meno importante focalizzarsi sulle Persone che non sul Tema generale che si può e deve scomporre nella sequenza : Origini delle Migrazioni ; Viaggi Organizzati dalle Criminalità Organizzate e relative ipocrisie sulle Polizie, i Militari e i Regimi; Sistemi di accoglienza in Italia e in Europa; Sistemi di “inclusione integrazione”; Economia e Società;  Responsabilità dei Governi, della Politica ed anche della Società Civile e di Noi Cittadini europei-italiani.

E allora innanzi tutto provo a ripartire proprio da tre nomi di intellettuali italiani significativi, tutti appartenenti in qualche modo ( diverso ) alla “sinistra”, che negli ultimi 50 anni hanno riflettuto e detto la loro sul tema delle Migrazioni, della Società Multietnica, dell’Europa e dell’Italia: Pasolini, Eco, Cacciari ( potrei aggiungere A. Langer  ed altri ancora ma intanto cito i primi tre perché sono molto più conosciuti ).

P.P.Pasolini nel 1963-4 traduce in Poesia una sua “sensazione-visione” apocalittica ma non solamente drammatica e catastrofica, scrivendo Alì dagli occhi azzurri in cui immagina che l’energia accumulata nei secoli dalle Popolazioni Africane le porti ad invadere l’Europa e l’Italia per prima, distruggendo ma anche rigenerando la società occidentale.

“Alì dagli Occhi Azzurri, uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame. (…) Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, a milioni, vestiti di stracci, asiatici, e di camice americane. (…). Da Crotone o Palmi saliranno a Napoli, e da lì a Barcellona, a Salonicco e a Marsiglia (…), e prima di giungere a Parigi per insegnare la gioia di vivere,  prima di giungere a Londra per insegnare ad essere liberi,  prima di giungere a New York, per insegnare come si è fratelli, distruggeranno Roma e sulle sue rovine deporranno il germe della Storia Antica.”

U.Eco ripetutamente negli anni ’90 scrisse e dichiarò ( convegni, articoli, interviste ) che la sfida più importante e difficile che avevano l’Europa e le Sinistre era proprio quella delle Migrazioni e della Società Multietnica inevitabili da governare e saper vivere.

“Io mi limito a registrare talune linee di tendenza. E penso che, se le cose vanno di questo passo, dovrebbe nascere un’Europa di colore senza più Stati nazionali. Siamo di fronte non a fenomeni di immigrazione, ma a una Migrazione. Il sud del mondo, sovrappopolato, sale verso il nord, in calo demografico. Non c’è provvedimento che possa bloccare questo processo. E dunque, entro (diciamo) la metà del secolo prossimo l’Europa sarà un continente colorato, meticcio, fatto per la maggior parte di sanguemisti. E questo non solo dal punto di vista della pelle, ma in parte anche della cultura. Non parlo di conquista, ma di mescolanza.”

M.Cacciari scrive nell’Espresso di domenica 9 luglio 2017  che in questo periodo difficile e drammatico è possibile che provvisoriamente prevalgano la xenofobia e partiti e movimenti di Destra più o meno moderni ma poi si domanda : “Chi saprà costruire una Nuova Cittadinanza all’interno della Società “Meticcia”, chi saprà fare in modo che si sentano Cittadini e vivano da Cittadini del neo Impero ( Romano ) Anatolici e Illiri, Siriani e Ispanici, Cartaginesi e Galli ? Chi ora pensa ad un tale fine e cerca di prepararlo sul piano sociale e giuridico, economico e istituzionale, solo costui si oppone seriamente a quell’esito di “Nuova Destra” che la crisi, ogni giorno più concretamente, sembra destinata ad avere.”

I movimenti migratori degli ultimi anni, le fughe dai loro paesi di milioni di persone di tutte le età verso l’Europa e per prima tappa l’Italia ed in parte anche la Grecia, sono uno dei tanti problemi delle società contemporanee o  uno degli aspetti più importanti della Crisi Internazionale ? Ma è solo un problema di numeri, di quantità, di organizzazione di letti e panini, di costi, di sistemi di controllo ? E’ sufficiente una migliore organizzazione pubblica centrale e decentrata, una maggiore distribuzione sul territorio sia europeo che italiano di Corpi Migranti, un maggiore investimento economico in mezzi, strutture, azioni locali e nazionali ? E’ sufficiente provare militarmente a realizzare il controllo delle partenze nel Nord-Africa ? E’ sufficiente investire qualche miliardo di euro europei in aiuti internazionali ad alcuni dei Paesi di provenienza sperando che la vita li migliori e quindi partano meno giovani verso l’Europa ?

Temo che se questo continuerà più o meno diffusamente ad essere l’approccio al grande tema delle Migrazioni da parte di quasi tutti, si avvererà abbastanza presto la visione di Pasolini sotto varie forme e in tempi progressivi.

E’ incontestabile innanzi tutto una verità : saranno molto lunghi i tempi ( decenni ) di un eventuale ed auspicabile miglioramento delle condizioni di vita di milioni di africani e di popolazioni mediorientali e nel frattempo  (  ogni giorno, per i prossimi mesi ed anni ) milioni soprattutto di giovani proveranno a scappare dai Paesi più in difficoltà ( economiche, sociali, militari ) per raggiungere l’Europa. Quindi gli eventuali investimenti europei e internazionali, i migliori possibili  ( ed è già difficile immaginarli tali ), che potranno avere qualche effetto in tempi molto lunghi, non possono oggi essere proposti come soluzione alle Migrazioni ed è sbagliato, controproducente, e disonesto ogni tanto rilanciare questa parola d’ordine davvero assurda di “aiutarli a casa loro”.

E’ altrettanto incontestabile però che rispetto a 10 o solo 5 anni fa il numero di Migranti che partono dal MedioOriente e dall’Africa per arrivare ad ogni costo in Europa è aumentato talmente che non è possibile anche tecnicamente riuscire ogni anno ad accogliere degnamente in un solo Paese come l’Italia 200mila persone, organizzando in poche settimane e mesi spazi e modi di progressiva inclusione-integrazione. Il Governo italiano deve innanzi tutto ed a tutti i costi trovare il modo di ottenere da altri Paesi Europei il loro coinvolgimento nell’accoglienza.

Ma parallelamente il Governo deve, e noi cittadini dobbiamo, a livello centrale, locale e diffuso, mettere in azione iniziative che abbiano grandi obiettivi obiettivi : la vera identificazione e il progressivo sradicamento della organizzazione criminale del Traffico di Esseri Umani , la verifica delle relazioni internazionali con i Regimi antidemocratici dei Paesi da cui partono milioni di cittadini; la fine delle Guerre locali che hanno distrutto città e territori; la verifica di settori economico sociali nazionali italiani che si basano fortemente sullo sfruttamento del lavoro nero di centinaia di migliaia di immigrati ( agricoltura, edilizia e non solo ) ; la riorganizzazione dell’accoglienza sia dal punto di vista burocratico ( leggi e regolamenti ) sia da quello fisico eliminando sacche estese di criminalità e disonestà socio economica; l’investimento in sistemi di educazione linguistica e civile. Ed ancora : l’investimento nei settori della educazione e della comunicazione pubblica nazionale per favorire un approccio culturale diffuso non xenofobo e razzista di fatto; l’investimento in Centri Socioculturali cittadini interculturali nelle città per dare spazio, tempo e ruolo sia alle Comunità Straniere che a tutti i cittadini-e, insieme per conoscersi meglio.

Sembra un lungo elenco utopistico di azioni politiche sociali e culturali pubbliche e private ma è l’unica risposta conseguente e coerente all’alto livello storico della sfida che stiamo vivendo nel mondo, in Europa ed in Italia.

Senza queste complesse ma necessarie azioni politiche e sociali parallele e contemporanee, centrali e locali, pubbliche ed anche private, che coinvolgano davvero sia le istituzioni che i cittadini, non riusciremo a fare quel salto di scala coerente che permetta negli anni, certo non in una settimana, di far maturare l’Europa e l’Italia in una Società Meticcia Multietnica ed interetnica che paradossalmente è sempre stata nella sua storia fondativa e progressiva e che dovrà inevitabilmente essere anche nel nuovo futuro come Eco prima e Cacciari oggi e molti altri ed altre pensavano  al di là di ideologie, demagogie, politiche di partito o movimento in vista o meno di Elezioni……..

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