Fra buona accoglienza e cattiva repulsione?

Gianguido Palumbo – Presidente associazione Mondita.

Nell’Editoriale della scorsa settimana avevo promesso che avremmo affrontato il problema delle nuove politiche sull’Immigrazione del Governo Gentiloni-Minniti.

Sono molte le reazioni negative dovute principalmente alla impostazione fondativa del decreto : affrontare le nuove migrazioni e quelle probabili in aumento dei prossimi mesi primaverili ed estivi con regole che permettano più controlli, più selezione dei permessi e dell’asilo, più respingimenti. Contemporaneamente si prevede una modifica del sistema di prima accoglienza e identificazione con la creazione di 20 piccoli nuovi Centri territoriali più dignitosi e garantiti, la estensione dell’accoglienza prolungata con il Programma Sprar dei Comuni italiani. E queste nuove norme si abbinano all’accordo con il Governo provvisorio e precario della Libia e con l’Unione Europea per provare a limitare o fermare le partenze dall’Africa verso l’Europa organizzate dalle Mafie locali e internazionali. Le aspre critiche, che sono scattate sia livello internazionale ( Agenzie e ONG ) sia nazionale, riguardano innanzi tutto la problematicità di accordi con una Libia incontrollabile e inaffidabile. E poi la impostazione generale molto sbilanciata sulla cosiddetta Sicurezza rispetto alla Accoglienza dignitosa e basata sul rispetto dei diritti umani fondamentali.

Nel frattempo in Europa, in Spagna, a Barcellona, sabato scorso è avvenuto un evento davvero stra-ordinario e per certi versi ancora quasi incomprensibile da analizzare meglio : circa 200 mila persone ( per i promotori 500mila per la Polizia 150mila ) hanno manifestato in strada chiedendo al Governo Spagnolo di permettere maggiore e migliore accoglienza di Rifugiati Profughi Migranti. L’iniziativa in-credibile per il successo era stata ideata e promossa da una ragazza, disegnatrice professionista di 27 anni e un giovane professore di 30 anni,  membri di una associazione Casa nostra è casa vostra che dopo aver fatto spola volontaria nei campi profughi greci nell’ultimo periodo, hanno reagito a ciò che considerano una inaccettabile scandalo di egoismo miope dei Governi europei.

Ma appunto anche questa è Europa : centinaia di migliaia di cittadini di Barcellona che assieme alla loro Sindaca manifestano per chiedere più accoglienza per i Migranti del mondo !

E torniamo a noi, all’Italia.

Domenica l’Espresso ha pubblicato un bel Dossier sull’Immigrazione con alcuni articoli di taglio diverso ma i due che mi sembrano i più utili per ragionare sono quelli di due giornalisti esperti e molto bravi e sensibili : Fabrizio Gatti e Gigi Riva.

Per provare a ragionare su tanti collegamenti fattuali e non solamente ideali o ideologici, di seguito allora vi propongo una sintesi estrema con virgolette virtuali ( non sono frasi pronunciate o scritte ma concetti espressi ) di alcune dichiarazioni e azioni fatte negli ultimi giorni da alcuni protagonisti  italiani e internazionali sul tema delle Migrazioni.

L’Espresso:  “Basta ipocrisie dell’UE e dell’Italia : si intervenga nei Paesi Africani con progetti concreti e spostando investimenti enormi dalla sicurezza allo sviluppo locale”. “Basta altre ipocrisie : l’Europa e l’Italia hanno proprio un bisogno strutturale di Immigrati-Stranieri”.

Il Governo Gentiloni  :  “Più controlli con 20 nuovi Piccoli Centri di Identificazione veloce, più accoglienza certificata nelle Città con il programma Sprar e più Rimpatrii”

Salvini  : “ E’ arrivato il momento di fare Pulizia anche con metodi forti strada per strada”

Bonino :  “10 proposte sull’Immigrazione in Italia per cambiare al più presto la Legge Bossi-Fini”

Le Pen : “Se divento Presidente Francese gli Ebrei non potranno avere più la doppia cittadinanza”

Il “Presidente” Trump : “Promulgherò un nuovo decreto contro l’immigrazione e controlleremo le frontiere e il territorio con 100mila persone fra esercito e forze di sicurezza locali”

Il Papa   :  “Scappare dalla guerra e dalla fame è un diritto ed è un dovere degli altri Popoli e Paesi più benestanti migliorare le condizioni di vita di questi milioni che vogliono scappare.”

Sembra proprio che in questo momento non solo in Italia o in Europa ma in quasi tutto il Mondo si viva una sorta di divisione in due, sia sociale che politica e culturale, e credo che in verità questa divisione esista anche dentro ognuno di noi e non solo fuori : cittadini, partiti, organizzazioni, chiese, che propongono l’Accoglienza pur organizzata ma dignitosa di milioni di Migranti e un’altra metà  fatta di altrettante persone e organizzazioni che chiedono il Respingimento vero e proprio dei milioni di Migranti e la difesa da essi chiudendo le porte di casa ( quartiere, città, regione, nazione ) propria.

Sono sempre più convinto ( e mi occupo di immigrazioni e convivenze dal 1992 circa ) che uno dei problemi ed errori basilari sia considerare ( come cittadini, come istituzioni e  come governi locali e nazionali ) i “Migranti”, gli “Stranieri”  come un unico insieme omogeneo di persone e di problemi connessi. La realtà attuale invece ( quella italiana  in particolare ) è  che  esistono almeno quattro  grandi gruppi di persone, cittadini, di origine straniera :

1)una maggioranza di circa 5 milioni di  Cittadini  che vivono da anni nel nuovo Paese di immigrazione e sono “regolari”;

2) una minoranza di circa 1 milione di persone che pur vivendo e lavorando ( in nero ) sono “irregolari” perché in attesa di nuovi permessi;

3)un’altra minoranza di circa 200mila immigrati  in attesa annuale di verifiche e di permessi e di asilo politico e/o in transito verso altri Paesi;

4)e infine ma molto significativi circa ed oltre 1 milione  gli ex Cittadini Stranieri che hanno avuto la Cittadinanza Italiana negli ultimi dieci anni ( una media di 100mila all’anno con una punta di 180mila solo nel 2015 ) e che quindi non sono conteggiati fra i 5 milioni ma sono comunque Cittadini Italiani di origine straniera da aggiungere ai 6 milioni di prima per un totale nazionale di circa 7 milioni di Cittadini Italiani di origine straniera ( fra regolari, irregolari e con cittadinanza acquisita) da 0 a 80 anni, dai neonati agli anziani.

Sono quattro mondi e condizioni di vita ben diverse . Da tenere conto inoltre che i 5 milioni di popolazione “straniera” sono composti da 1 milione di bambini e adolescenti ( “minori fino a 18 anni”), da 2,5 milioni di giovani e adulti Lavoratori più oltre 500mila piccoli imprenditori titolari, ed  il restante 1 milione è composto a sua volta da donne casalinghe, dalle persone anziane e  da adulti non occupati in cerca di lavoro.

Questa sintesi quantitativa e qualitativa relativa all’Italia del 2017 fa capire che è davvero sbagliato, fuorviante, pericoloso, inefficace, controproducente per questi milioni di persone e per il resto dei cittadini italiani, considerare 7 milioni di “Stranieri d’Italia o in Italia” come fossero un’unica massa indistinta di persone, tutti uguali con uguali o simili condizioni di vita, bisogni, necessità diritti e doveri.

L’Accoglienza e l’assistenza di chi arriva è un serio problema specifico europeo e nazionale che ha urgente bisogno di essere affrontato con molta più organizzazione e dignità di soluzioni.

La progressiva integrazione reciproca  ( fra cittadini già stabiliti e nuovi cittadini ) di milioni di cittadini stranieri di oltre 200 origini e culture diverse, richiede progetti, investimenti, regole, che valorizzino capacità e potenzialità ma definiscano diritti e doveri precisi da far rispettare sia a livello nazionale che locale a partire dalla applicazione  per legge di due innovazioni in gran ritardo storico per l’Italia :  il Diritto di Cittadinanza e il Diritto di Voto.

Purtroppo invece vediamo prevalere nel nostro Paese la compresenza contrapposta di una tendenza all’Accoglienza o alla Repulsione. Troppo pochi impegni soprattutto istituzionali per la maturazione di una Società Multi ed Inter Etnica contemporanea.