Acque marce di Roma

MONDORoma   rubrica settimanale a cura di  MONDITA per RadioBullets

104° puntata – 28 luglio 2017

ll Fatto di questa settimana è dedicato alla Sete di Roma, alla crisi idrica, alla mancanza di pioggia dell’ultimo mese e forse anche del prossimo, con le relative polemiche politiche e tecniche fra la Regione Lazio, il Comune di Roma, i comuni dell’area provinciale, i dirigenti delle Aziende Municipalizzate, i tecnici ed esperti esterni. Mentre gli incendi continuano ad essere appiccati probabilmente da individui pagati da Malavitosi e Impresari senza scrupoli ( coinvolgendo per la prima volta ufficialmente anche degli Immigrati come manovalanza tuttofare fra i quali un irakeno arrestato sul fatto a Castel Fusano ), la mancanza d’acqua disponibile per la Capitale diventa un ennesimo scandalo italiano e romano: in Italia vi è una dispersione di quasi il 40% medio delle acque dai tubi delle diverse città, e nel Sud, soprattutto in Sicilia, anche una diffusa gestione mafiosa di acqua privatizzata con pozzi sfruttati per venderla in sostituzione di quella pubblica !

Ma il vero scandalo storico è quello romano : una grande città che era diventata capitale di un impero 2000 anni fa anche grazie alla costruzione di un sistema straordinario di acquedotti, ben 11 nel 3° sec. d.c. con 800 chilometri complessivi di percorsi,  che garantivano, a circa 1 milione di abitanti di allora, 1 milione di metri cubi di acqua al giorno. Certamente le modificazioni climatiche degli ultimi anni stanno creando seri problemi in tutto il mondo, sia con l’eccesso di piogge che per le siccità progressive, ma a Roma da decenni sono mancati gli investimenti pubblici nazionali e locali adeguati per la  manutenzione delle infrastrutture basilari della città per evitare dispersioni e migliorare l’approvvigionamento. Di fronte alle opere della Roma Antica, il dibattito sulla chiusura o meno delle fontanelle, dei “Nasoni” appare davvero insopportabile da ogni punto di vista : che si lascino aperte, o con rubinetti, a disposizione sia di animali e soprattutto di quasi 10.000 abitanti fantasma, senza casa, romani e stranieri che siano, che vivono per strada senza assistenza, e ci si preoccupi urgentemente ma anche strategicamente di progettare e realizzare opere di manutenzione e gestione delle acque pubbliche, con accordi necessari fra i diversi livelli istituzionali nazionali, regionali, comunali.

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