Anch’io mi vergogno

di Melita Richter

Dov’è ora il loro cielo
cosparso di stelle vibranti
fiori di lotto galleggianti
sull’increspato indaco d’Oriente
come nelle fiabe
e nel tempo incline agli amanti
quel cielo e quelle stelle a un palmo dalla mano
alla portata di cuore
sorretto dal tepore che non s’assopisce neppure di notte?

Oggi dalle tendopoli gelide
di una periferia del mondo
ungaro-serbo-croato-greco-macedone
da uno squarcio di tela cerata
cappuccio calato sulla fronte
osservano la nube che cala ad Occidente
e niente di buono porta con sé.

Non so delle loro sofferenze
soltanto di una certezza sono in possesso:
questo tempo che li sovrasta e duole
loro non chiamano cielo.

Anch’io mi vergogno di nominarlo tale.

Europa – Novunque , 2016

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