Diritti Umani e Governi Storti

di Gianguido Palumbo.  

Oggi 10 dicembre 2018 : in tutto il Mondo ( o quasi ) si celebrano i 70 anni dall’approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani avvenuta a Parigi nel 1948. Rileggere quel documento oggi pensando al Mondo contemporaneo, all’America di Trump, al Centro e Sud America di Paesi nuovamente in grave crisi, alla Russia di Putin, alla Turchia di Erdogan, all’Europa in preda ai Sovranisti, all’Italia in mano a Salvini, fa molta impressione. Sono troppo pochi in questo stesso Mondo i segnali di speranza umana : la Tunisia riformista, l’Etiopia in pace con l’Eritrea, la Spagna e il Portogallo che provano alternative, il Giappone che si laicizza, una Cina schizofrenica ma dinamica.

Rileggere oggi la Dichiarazione fa proprio impressione perché appare come una descrizione quasi “perfetta” di una vita utopica del Genere Umano sul Pianeta Terra : l’effetto traumatico della Seconda Guerra Mondiale con oltre 60 milioni di morti e 6 milioni di Ebrei uccisi dal Nazismo aveva spinto la maggioranza dei Governanti dell’epoca ( di partiti e culture diverse ) a scrivere e sottoscrivere una Dichiarazione oggi in-credibile. E’ vero che firmarla non impegnava davvero partiti e governi a rispettare quei 30 Articoli ma il valore di riferimento era ed è molto forte. E’ anche vero che la Società contemporanea in tutto il Mondo, anche con le grandi differenze e disuguaglianze fra Paesi e nei Paesi, è talmente diversa da quella del 1948 che quell’elenco di Diritti è sempre più difficile da rispettare ed applicare. Eppure la mancanza e la fragilità e incertezza di IDEALI soprattutto nelle vite odierne di milioni, miliardi di GIOVANI di ogni Paese, può e deve essere compensato almeno in parte dal rilancio deciso di questo Documento da affiancare ai principi della nostra Costituzione Italiana, nella sua promozione e diffusione non solo in questa Giornata Mondiale dei Diritti Universali.

A questo proposito per un aggancio alla Politica Italiana attuale è giusto ricordare che l’Italia del dicembre 1948 firmataria della Dichiarazione di Parigi, era governata da aprile da una forte maggioranza parlamentare della DC ( che aveva vinto con il 48,51% di voti alla Camera e il 48,11 % al Senato ) ed una forte opposizione guidata dal Fronte Democratico Popolare ( PCI +PSI ) che aveva ottenuto circa il 31% alla Camera che al Senato: Italia che pochi anni prima aveva elaborato unitariamente la Costituzione approvata nel 1947.In questi giorni il Governo Salvini DiMaio ha deciso invece che non andrà a Marrakech a firmare il Global Compact sulle Migrazioni assieme al resto dei Paesi coinvolti nell’impegno internazionale.

Ritorniamo ad analizzare la DICHIARAZIONE del 1948

Degli allora 58 rappresentanti degli Stati 48 hanno votato a favore ( fra i quali l’Italia ), nessuno contro, 8 si sono astenuti e due non hanno votato. Si astennero : Arabia Saudita, Bielorussia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Polonia, Russia, Sudafrica e Ucraina. 2 paesi non parteciparono al momento del voto: Yemen e Honduras.Il Documento doveva essere applicato in tutti gli stati membri e alcuni esperti di diritto hanno sostenuto che questa dichiarazione sia divenuta vincolante come parte del Diritto Internazionale consuetudinario venendo continuamente citata da oltre 50 anni in tutti i paesi.La base della Dichiarazione del 1948 era stata la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione francese, i cui elementi di fondo (i diritti civili e politici dell’individuo) sono confluiti in questo documento delle Nazioni Unite.La Dichiarazione del 1948 ha costituito anche la base della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, confluita poi nel 2004 nella Costituzione europea. Il testo della Costituzione Europea però non è mai entrato in vigore per via della sua mancata ratifica da parte di alcuni Stati membri (Francia e Paesi Bassi a seguito della maggioranza dei no al relativo referendum), ma la Dichiarazione in ambito europeo costituisce comunque una fonte di ispirazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea proclamata per la prima volta a Nizza il 7 dicembre 2000, ed avente oggi anche pieno valore legale vincolante per i Paesi UE dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona il 1º dicembre 2009 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea quale parte integrante della Costituzione europea.

L’INDICE DEL DOCUMENTO

La Dichiarazione universale dei diritti umani è composta da un Preambolo e da 30 articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. I diritti dell’individuo vanno quindi suddivisi in due grandi aree: i diritti civili e politici e i diritti economici, sociali e culturali. La Dichiarazione è composta da 7 parti: 1. Il preambolo enuncia le cause storiche e sociali che hanno portato alla necessità della stesura della Dichiarazione;2. Gli articoli 1-2 stabiliscono i concetti basilari di libertà ed eguaglianza;3. Gli articoli 3-11 stabiliscono altri diritti individuali;4. Gli articoli 12-17 stabiliscono i diritti dell’individuo nei confronti della comunità;5. Gli articoli 18-21 sanciscono le libertà fondamentali (libertà di pensiero, di opinione, di fede religiosa e di coscienza, di parola e di associazione pacifica);6. Gli articoli 22-27 sanciscono i diritti economici, sociali e culturali;7. I conclusivi articoli 28-30 definiscono aspetti generali ed ambiti in cui non possono essere applicati, in particolare che non possano essere usati contro i principi ispiratori della dichiarazione stessa.

Ecco i primi 4 articoli fondamentali :

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4  

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Sulle MIGRAZIONI :

Articolo 13

Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14

Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Diritti ma anche DOVERI :

Articolo 29Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

Per concludere vi proponiamo di visitare due SITI :

I 30 ARTICOLI della DICHIARAZIONE https://adozioneadistanza.actionaid.it/magazine/dichiarazione-universale-diritti-umani-30-articoli/

Una interpretazione VIDEO degli articoli 30 Video CORTI per i 30 Diritti Umani : http://www.uncortoperidirittiumani.it/?page_id=29126

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