Da Milano al Cairo a Gaza: una “Gelateria Sociale”

Ambrogio Manenti –  Milano .

( Medico originario di Cologno Monzese, negli ultimi 35 anni impegnato in Cooperazione Internazionale prima in  America Latina e poi come dirigente OMS nei Balcani, a Ginevra, a Gerusalemme, a Teheran, al Cairo ).

“Solo un pianeta sociale può ottenere l’eredità dello stato sociale” diceva il grande sociologo polacco Bauman. I veicoli del pianeta sociale potrebbero essere le organizzazioni non governative e le associazioni, che sono entità extra-territoriali e cosmopolite e che possono indirizzarsi direttamente alle persone bisognose che saranno beneficiarie delle loro iniziative. Il principio di solidarietà collettiva e sicurezza collettiva contro la miseria e la sfortuna (legati alle teorie utopista degli ultimi due secoli) dovrebbero essere estesi su scala globale, a beneficio dell’umanità nel suo insieme.

Correlata a questa idea è nata l’idea ( nel 2014 ) e poi l’iniziativa della Gelateria Sociale, dove un prodotto – il gelato di qualità– viene venduto a un prezzo diverso a seconda della disponibilità economica del cliente e anche distribuito gratuitamente grazie alla generosità del cliente che può pagare due gelati, uno per sé e uno per chi non se lo può permettere. In fondo il primo è un meccanismo simile a quello dello Stato Sociale dove lo Stato, con fondi pubblici raccolti attraverso tasse pagate proporzionalmente al reddito, eroga servizi sanitari, scolastici e sociali uguali per tutti i cittadini, secondo il principio chi ha di più paga di più per un servizio uguale per tutti.

Il progetto all’origine era gestito da alcuni di noi promotori, un gruppo di espatriati a Il Cairo impegnati da anni come Cooperatori Internazionali per Agenzie delle Nazioni Unite o Ministeri degli Esteri, con il supporto della Casa della Carità di Milano di Don Colmegna, la partnership con una ONG egiziana e la cooperazione della ditta Carpigiani di Bologna. Nell’ ultimo è portato avanti direttamente dalla ONG locale.

In Egitto. Il progetto è diventato concreto in un paese relativamente povero come l’Egitto, dove tanti non si possono permettere un gelato di qualità, quindi la Gelateria Sociale, che produce un gelato di qualità, ha approntato un metodo per garantirne l’accessibilità a tutti con un costo differente applicando un vecchio principio “da ciascuno secondo le proprie possibilità a ciascuno secondo i suoi bisogni”.  Così il gelato metafora di piacere, ricreazione, leggerezza può essere appannaggio di tutti.

Nel negozio, in un quartiere benestante del Cairo, da circa un anno (la gelateria è stata inaugurata il 10 Dicembre 2015), il gelato viene prodotto da giovani lavoratori egiziani – che hanno ricevuto uno specifico corso di formazione – e venduto a 14 pound egiziani, circa un euro e mezzo. Ma contemporaneamente un carretto vende lo stesso gelato, poco distante in un quartiere povero, a 1 pound egiziano, pari circa a 10 centesimi di euro. E chi non si può permettere di spendere neppure quei 10 centesimi, può avere il gelato gratis nel negozio attraverso il meccanismo del gelato ‘sospeso’ offerto da un cliente generoso. La gelateria, privilegiando prodotti locali mescolati secondo ricette artigianali italiane, garantisce un gelato di qualità promuove gusti che si rifanno creativamente alla tradizione egiziana e mediorientale.

La gelateria è diventata anche uno spazio di incontro e socializzazione soprattutto per i giovani.

Dal Cairo a Gaza è la nuova ambizione. Lì il nostro progetto è in una fase di fattibilita’ con diversi interlocutori coinvolti come la Casa della Carità e Vento di Terra (ONG italiana presente a Gaza) oltre che con associazioni e persone di Gaza interessate al progetto della Gelateria Sociale impegnate nell’identificazione del locale e dei possibili gestori e con Carpigiani per l’acquisto delle macchine per il gelato ad un prezzo scontato e la formazione del personale

Un attività di raccolta fondi è prevista nelle prossime settimane per avviare l’acquisto e la spedizione delle macchine e allestire il locale della gelateria.

E in Italia? La Gelateria Sociale si potrebbe realizzare anche in qualche città italiana  L’impostazione rimarebbe la stessa dell’esperienza del Cairo con un riaddattamento del “business plan”. Inoltre l’identificazione della popolazione svantaggiata, target della distribuzione del gelato ad un prezzo politico, è più problematica da localizzare sul territorio italiano rispetto al Cairo o Gaza e richiede quindi uno studio e conoscenza specifica del contesto locale.

La Casa della Carità di Milano, la ditta Carpigiani, la Banca Etica, alcune ONG e associazioni locali potrebbero essere coinvolte a diverso titolo nel progetto nelle varie fasi del suo sviluppo (fattibilità, pianificazione, gestione, implementazione, valutazione).

Vi sapremo dire fra qualche mese.

(  visitate le pagine sui social: Gelateria Sociale – Social ice-cream shop in Cairo).