Il Buco Nero Italiano: Lavoro Nero, Economia Nera, Lavoratori Neri ?

di Gianguido Palumbo.

Italia 1 maggio 2019 : quale Lavoro, quale Festa ?

Da poco abbiamo, non tutti, celebrato il 25 aprile, Festa della Liberazione dal Nazi-Fascismo Italo-Tedesco e nascita di un’Italia democratica, ma in questi 74 anni, lungo le diverse stagioni storico economiche, si sono accumulati e in parte incancreniti i problemi del sistema economico produttivo intrecciati con quello giuridico e legale che ci hanno portato agli anni più recenti in cui la crisi dell’Occupazione sia adulta che giovanile è diventata sempre più grave. In questa crisi convivono molti aspetti ed uno dei più significativi e attuali è il peso della ILLEGALITA’ da una parte e della CRIMINALITA’ da un’altra. In mezzo, dentro a questo intreccio sempre più inestricabile ( anche dal punto di vista statistico ) fra Economia Bianca, Grigia e Nera, si trova anche il ruolo dei LAVORATORI “stranieri” “Immigrati” “Neri”( e non solo ) che da anni si sono “adattati” nel bene e nel male in aree di Lavoro anche agli opposti : dallo schiavismo vero e proprio delle Campagne ( fra raccolte stagionali e gestione di mandrie si calcola che ogni anno siano circa 500 mila stranieri più o meno “regolari”) alla piccola imprenditoria autonoma commerciale, di servizi, di artigianato, di piccola produzione, con altri 500 mila persone fra partite Iva e piccole imprese a titolare straniero.

In questo Buco Nero Italiano, vortice di contraddizioni, di incoerenze, di ipocrisie, di incapacità legislative e gestionali ma anche di eccellenze a macchia di leopardo, si continuano a NON affrontare i problemi alla radice e si inventano e sperimentano leggi, leggine e finanziamenti che NON risolvono e neanche modificano la sostanza del sistema e inoltre si rilanciano slogan e dichiarazioni di facile accoglienza per ignoranza o per desiderio di semplificazione rasserenante : gli Immigrati tolgono Lavoro agli Italiani disoccupati, gli Immigrati si fanno sfruttare e rovinano le nostre economie !

La realtà purtroppo è che ormai da anni una buona parte della Economia, del Lavoro, in Italia in molti settori si basa e sopravvive nella crisi coinvolgendo Lavoratori-trici Immigrati sottopagati o “in Nero” che così garantiscono più guadagno all’impresa piccola e media e prezzi competitivi e ben accetti da NOI stessi cittadini clienti e consumatori: in Agricoltura, nell’Allevamento, nell’Edilizia, nella Ristorazione, nei Trasporti, nella trasformazione Alimentare, in una parte della piccola Industria, nei Servizi Familiari….

E’ un intreccio perverso e accumulato nei decenni fra il sistema di TASSE ( sia sui redditi che sul lavoro e l’impresa ) non giuste ed evase in grande misura, l’insieme di Leggi sul Lavoro contraddittorie, non rispettate e controllate ( pochissimi ispettori ), la pratica diffusissima del Lavoro Nero in tutti i settori e ambiti professionali anche specializzati, una connessione gravissima con investimenti o taglieggiamenti della Criminalità Organizzata, un sistema giudiziario inefficiente e iper-burocratizzato, ed anche un sistema di Leggi e Pratiche confuse incoerenti inefficaci o dannose relative all’Immigrazione.

In questo quadro decisamente negativo del contesto lavorativo, trasversale a tutti i settori, incide ulteriormente l’assenza di una Strategia di sviluppo sostenibile, di una vera Programmazione Economica Nazionale e Regionale, e il risultato è il peggioramento della Vita Economica e Sociale del Paese con l’aumento delle differenze fra aree geografiche e delle reazioni sociali e infine politiche.

Proviamo a sintetizzare alcuni Dati statistici semplificandoli.

In una Popolazione di poco meno di 60 milioni, gli occupati censiti sono circa 25 milioni di cui il 10% di origine straniera, 2,5 milioni ( 1,5 uomini e 1 milione donne ); Sempre considerando i Dati Ufficiali Censiti ( e quindi escludendo tutto il Lavoro Nero irregolare che invece è molto esteso ) nei diversi settori gli Stranieri sono il 16,5 % dei lavoratori regolari delle Costruzioni, il 17 % dei lavoratori regolari dell’Agricoltura, il 19% dei lavoratori regolari di Alberghi e Ristorazione, il 70% dei lavoratori regolari nei Servizi Domestici ( Colf BabySitter Badanti ). Nella media nazionale e nelle statistiche ufficiali dei Lavoratori regolari gli Stranieri ricevono e accettano salari inferiori agli Italiani del 25% e le donne fra loro guadagnano ancor meno, il 25% in meno dei loro colleghi uomini stranieri : quasi il 50% in meno dei lavoratori Uomini Italiani per uguale lavoro !

Tutti i dati purtroppo sono ancora peggiori nelle differenze fra NORD, CENTRO, SUD, ISOLE.

I DISOCCUPATI ufficiali totali in Italia sono circa 3,5 milioni di cui circa 450mila Stranieri ( 200 mila uomini e 250 mila donne ). MA tutti questi dati non riguardano tutto il Mondo del LAVORO NERO, irregolare, non contrattualizzato che coinvolge molti settori, molte imprese piccole, moltissimi Immigrati Stranieri anche essi spesso Irregolari   ( senza permesso di soggiorno ) che invece sono coinvolti e sfruttati in moltissimi lavori.

Il “Lavoro Nero” si conferma ancora come uno dei più grandi problemi per l’Italia e le casse dello Stato. Sono circa 1,5 milioni le attività lavorative ‘invisibili’ a fronte di 5,7 milioni di aziende attive sul territorio italiano. Un fenomeno che produce un “Buco Nero” di circa 20 miliardi di euro all’anno di tasse e contributi non versati allo STATO.

Insomma quale LAVORO festeggiamo in Italia il 1 maggio del 2019 ?

Intanto è bene sempre rinfrescarci la memoria ricordando come è nata questa festa mondiale.

La festa ricorda le azioni operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (in Italia con il RDL n. 692/1923). Tali azioni portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell’Illinois. La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa. L’origine del 1 maggio risale a una manifestazione organizzata a New York il 5 settembre 1882 dai Knights of Labor (Ordine dei Cavalieri del Lavoro). Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Knights of Labor approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività del 1 maggio. Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all’ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l’assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell’ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell’Haymarket Square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando da una traversa fu lanciata una bomba che provocò la morte di sei poliziotti e il ferimento di una cinquantina. A quel punto la polizia sparò sui manifestanti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*