Il Mare davanti

di Maria Cristina Mauceri (Università di Sydney)

Erminia Dell’Oro è una scrittrice italo-eritrea, nata ad Asmara in una famiglia italiana. Alla fine dell’Ottocento il nonno si era trasferito da Lecco ad Asmara e a vent’anni Erminia fa il viaggio opposto perché si trasferisce in Italia pur rimanendo profondamente attaccata al paese in cui è nata e dove torna regolarmente. Dell’Oro ha scritto numerosi libri ambientati in Eritrea che trattano il tema del colonialismo e della doppia appartenenza in cui si identifica, e più recentemente anche il tema del viaggio. Infatti nel 2005 ha pubblicato un libro per ragazzi, Dall’altra parte del mare, con cui ha vinto diversi premi, in cui è narrato il viaggio di una bambina eritrea che con la madre fugge su un barcone per approdare in Italia.

Il Mare davanti, pubblicato la prima volta nel 2016, non è un’opera di finzione perché racconta la storia vera di Tsegehans Weldeslassie, chiamato Ziggy che, per sfuggire al servizio militare obbligatorio imposto dal regime di Afewerki, lascia l’Eritrea e attraverso un viaggio rocambolesco arriva in Libia dove riesce ad imbarcarsi su una carretta del mare per arrivare prima a Lampedusa, poi a Roma e in seguito a Milano. Ma il suo viaggio non finisce qui perché va a Calais da dove fugge a Londra dove non può restare in quanto deve tornare nel primo paese in cui è entrato in Europa, cioè l’Italia. La sua storia ha un lieto fine, perché alla fine ottiene il permesso di soggiorno ed ora vive a Milano dove lo ha incontrato Erminia Dell’Oro.

La voce della scrittrice emerge brevemente nel prologo del libro, poi il racconto prosegue in prima persona perché è Ziggy che narra la sua storia. Il mare davanti non è solo il racconto di un viaggio, un aspetto interessante del libro è far conoscere al lettore la storia dell’Eritrea e cosa ha motivato la scelta del giovane di abbandonare il suo paese e la famiglia a cui era molto attaccato.

Nel 1991 con la caduta del dittatore Menghistu aveva sperato che l’Eritrea potesse andare incontro a un futuro di pace e di prosperità, ma il Presidente Afewerki aveva ben presto instaurato un partito unico e obbligato I giovani e le giovani a servire lo stato a tempo indeterminato. Ziggy, che si era laureato in matematica e pensava di insegnare, si sente tradito da chi aveva promesso agli eritrei giustizia e libertà. Per questo trova il coraggio di fuggire dal campo militare dove doveva prestare servizio e inizia la sua lunga odissea verso la libertà che durerà due anni, dal 2007 al 2009.

Leggendo la sua storia ci si rende conto che cosa spinge tante persone a scappare pur sapendo di esporsi a rischi che possono costare loro la vita. La sua narrazione è una testimonianza personale di tenacia e di resilienza e, come ben sappiamo, è la storia di tanti migranti, non solo provenienti dall’Eritrea che decidono di mettere a repentaglio la propria vita nella speranza di poter avere per sé e i propri figli un futuro migliore.

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