Il Potere dell’Educazione

Il potere dell’educazione, il potere dell’esserci, il potere della memoria di Raffaella Russo. ( Foggia )

La mia città resiste. Resistono i giovani, resistono le associazioni, resistono le istituzioni. In un periodo storico in cui le parole di odio sono più facili da pronunciare, l’Adi -Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia, in collaborazione con Libera-Associazioni nomi e numeri contro le mafie ha organizzato il ciclo di seminari Not all those who wander are lost. Migrazioni, Identità, Memoria. Partecipare ci permette di rimetterci in discussione, riflettere, sentire il bisogno di parole di umanità. Il primo aprile, nella giornata dedicata a “La memoria come rete di legami”, è intervenuta per un saluto del Dipartimento di Studi Umanistici la docente Isabella Loiodice, e in pochi minuti mi ha aperto un varco di riflessione sull’importanza della memoria e della costruzione dell’identità, che mi ha accompagnato per giorni. Se pensiamo che alcuni dei superstiti sono ancora vivi tra di noi e ci aiutano a ricordare, è facile percepire come Aushwitz non sia così lontano. Loro si portano dentro il peso di sapere di essere gli ultimi. Gli ultimi che possono tenere viva la memoria di orrori dell’umanità. E mentre ci sforziamo di insegnare alle generazioni future cosa è in grado di fare l’uomo contro la sua spietatezza, mentre cerchiamo di ricordare che tutto è stato possibile perché il Führer e il Duce erano due persone e tutto è potuto accadere perché il popolo ha convissuto con queste atrocità, non si è schierato, non si è alleato, ha fatto finta di non vedere, mentre ricordiamo tutto questo in Libia si tortura, in Libia si muore, dalla Libia si scappa. Ma noi facciamo finta di non sapere. Forse per quanto ci sforziamo di ricordare non è abbastanza. Forse un giorno i nostri figli, inostri nipoti ci chiederanno: Ma voi dove eravate? Non possiamo arrenderci. Dobbiamo resistere. Non possiamo abituarci all’immagine di uomini salvati in mare e che poi ci restano per giorni per soli fini politici.

Non possiamo abituarci alle parole di odio. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e giocare ognuno il proprio ruolo. La difficoltà è la capacità di costruire un’identità dialogica, di apertura e di accoglienza verso gli altri. La difficoltà è vedere l’altro come persona, come essere umani; mi rendo conto che, a volte, l’Umanità dimentica inesorabilmente l’Umanità. Altrimenti come sarebbe possibile che il padre del giovane calciatore Kean abbia il coraggio di dire che il Ministro dell’Interno è il suo Capitano, un angelo sceso in terra, e che ha ragione perché in Italia sono in troppi?

Non è più una questione di straniero, di Paese di origine, di colore della pelle, è solo essere umano contro essere umano. L’ “Uomo” che perde la sua umanità. Per fortuna poi arriva Simone, di Torre Maura, che ha il coraggio di sfidare Casa Pound, che ha il coraggio di Pensare.

Simone che ci ricorda che nessuno può essere lasciato indietro. Sono gli adolescenti a darci speranza. La speranza di un futuro migliore, la speranza che la formazione, l’educazione, il nostro continuare ad esserci, informare, parlare, trasmettere, non solo è necessario ma va fatto con costanza.

Risuonano le parole di Don Luigi Ciotti: la legalità è educarci insieme ai rapporti umani con tutto ciò che questo comporta, capacità di riconoscimento, di ascolto, di reciprocità, di incontro, d’accoglienza, nella consapevolezza che la diversità non solo fa parte della vita ma è la vita, la sua essenza, la sua ricchezza. Teniamoci stretto il potere dell’educazione, il potere dell’esserci, il potere della memoria.

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