Memoria di una figlia

Memoria di una figlia

di Cristina Zavloschi *

 

Semmai riuscissi a poggiarti sulle mie memorie

non sostare sulla radice di mia madre

da lì esce fumo e piombo

asfissieresti.

Ti invito a sostare nel volo che esce

dalla mia danza,

di sospirare il mio respiro

di unirti ai miei palpiti.

Nel frattempo l’organo suona

una musica di pioggia e foglie umide,

le mie braccia si fanno ali

alla ricerca di un’oasi

con soli rossi e nuvole dorate.

non cado in nessuna tentazione,

ti aspetto, vieni a lenire con me.

 

*Poetessa e scrittrice di origine rumena, autrice del libro autobiografico “Duemila chilometri dalla libertà”, Panda Edizioni, 2013. In Italia da 28 anni, residente a Padova , presidentessa dell’associazione interculturale l’Albero dei desideri e ideatrice del Caffè letterario multiculturale di Padova che da alcuni anni organizza periodicamente incontri con autori e autrici che si sono affermati-e nel corso degli anni nell’ambito della “Letteratura Migrante” in Italia.

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