Prima gli Italiani, ma quali ?

di Gianguido Palumbo.

Il politico italiano sempre più in auge e non solo nel Centro Destra, Matteo Salvini, sta aumentando consensi, voti e potere non solo al Nord ma anche in altre parti d’Italia ed arriverà prima o poi ad un ruolo di governo o come Ministro o come Premier . Sta proponendo da anni una visione, una cultura tranciante e decisa, senza dubbi, che ha come caposaldo la proposta operativa di governare e risolvere i tanti problemi nazionali secondo il principio “Prima gli Italiani”  e non dopo gli altri, ma proprio prima e solo gli Italiani : gli Stranieri, gli Immigrati a partire dagli Irregolari vanno espulsi, quelli in arrivo bloccati ed altri selezionati attentamente. Questa semplificazione senza dubbi sta progressivamente convincendo quasi la maggioranza degli “Italiani” che magari non lo ammettono. Il sincero ed esplicito Razzismo operativo e non solo teorico di Salvini, ma anche di Berlusconi, di gran parte del Centro Destra e di almeno un terzo dei 5Stelle, non credo venga minimamente intaccato da articoli, studi, pubblicazioni, qualche servizio Tv, siti internet anche recenti che vengono percepiti solamente da una elite di Cittadini-e Italiani anch’essi.

In Aprile è uscito in edicola un bellissimo numero di NATIONAL GEOGRAFIC dedicato al Razzismo “Questione di Pelle” con numerosi articoli sul tema della storia dell’Umanità, delle ricerche sui DNA, sulle Migrazioni nel mondo, sulle Etnie….

Nei giornali e in rete pochi giorni fa è stato diffuso con un titolo provocatorio lo studio recente di un gruppo di ricercatori dell’Università di Roma, Bologna, Pisa e Cagliari,  coordinato dall’antropologo Giovanni Destro Bisol, sui DNA del Popolo Italiano : Gli Italiani non esistono” ! Insomma si dimostra che è difficile sostenere esistenza di un Ceppo Italico: a leggere le caratteristiche della nostra evoluzione, siamo proprio stati per millenni  da sempre,un grande porto di mare per Genti di tutte le Etnie del mondo.

“Questo studio ci lascia anche una riflessione che va aldilà della dimensione strettamente scientifica e investe l’attualità” conclude il Prof.Destro Bisol “…sapere che l’Italia, indipendentemente dai flussi migratori recenti, è stata ed è tuttora terra di notevole diversità sia culturale che genetica, può aiutarci ad affrontare in maniera più serena un futuro pieno di occasioni di incontro con i portatori di nuove e diverse identità”. 

Serena non credo proprio !

La sua Ricerca per altro non è originale e nuova, anche se utile comunque, perché già alcuni anni fa all’Università di Torino un altro gruppo coordinato dal genetista Prof. Alberto Piazza aveva elaborato e proposto una tesi simile che nel nostro piccolo di MONDITA associazione avevamo già pubblicizzato in diverse occasioni.

Negli ultimi mesi inoltre si era creato un bel dibattito pubblico sul tema della Razza a partire da una dichiarazione del candidato leghista al Governo Regionale lombardo Attilio Fontana, poi divenuto appunto Governatore, che aveva definito tranquillamente uno dei problemi in Italia e della Lombardia “ la difesa della Razza Bianca”.

Alcuni scienziati italiani erano fra l’altro insorti chiedendo anche la modifica dell’Art 3 della Costituzione dove ancora è scritto a proposito di Uguaglianza e Diritti “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

Purtroppo però non bastano le ricerche universitarie, le riviste anche importanti, gli scienziati e gli intellettuali e gli artisti, perché sono destinate a ristrettissime cerchie di Cittadini lettori o già sensibili,  e non è certamente e solo un problema ITALIANO: in altri Paesi e Città europee e del Mondo il “Razzismo” resiste ed anzi si rigenera in diverse forme in un Mondo che globalizzandosi e in piena crisi complessiva provoca nuove paure degli Altri come competitori di vita, “Mors Tua Vita Mea” ancora e sempre.

In questa situazione non bastano neanche, ma sono essenziali, nuove leggi, regolamenti e le loro applicazioni coerenti.

Servono soprattutto nuove modalità di Educazione e Formazione  innanzi tutto nelle Scuole di ogni ordine e grado, nei Mezzi di Comunicazione pubblici statali e locali, nei luoghi di Lavoro, perché come ha scritto Andrea Giardina nella introduzione al suo bellissimo libro recente STORIA MONDIALE DELL’ITALIA ( ed. Laterza 2017 )

“A chi soffia sul fuoco della paura percepita lanciando allarmi sul rapporto fra sul rapporto fra sul rapporto fra Immigrazione e disoccupazione criminalità, terrorismo, si usa rispondere esaltando il dovere dell’accoglienza della fratellanza l’invecchiamento della Popolazione occidentale i vantaggi dei nuovi apporti culturali Si aggiunge spesso l’appello alle testimonianze della Storia : il popolamento misto dell’Italia nei secoli e millenni, la politica dell’Antica Roma per la cittadinanza e l’integrazione, le invasioni nordeuropee le presenze islamiche e poi francesi spagnole e così via quasi in un caleidoscopio etnico bellissimo in perenne rotazione. Nulla è più vero ma NON BASTA. (…) Il sapere critico che chiamiamo Storia ci dice che il Meticciato per essere un fenomeno evolutivo ha bisogno di un habitat adeguato che dobbiamo creare politicamente”.

Non possiamo più  (almeno in Italia ma direi anche in Europa e in tutto l’Occidente ) continuare a reagire al neoRazzismo popolare promosso da Salvini e da ormai la maggioranza dei Cittadini Italiani adulti ( dati elettorali alla mano ed anche seri sondaggi recenti a campione ) con dichiarazioni elitarie e proposte genericamente solidaristiche e banalmente superate dalla vita quotidiana contemporanea. Lo scriviamo e ribadiamo quasi ogni settimana in questa Rivista on line, Sull’Immigrazione è necessario cambiare paradigma interpretativo e dal punto di vista pratico molto o quasi tutto  dell’approccio emergenziale attuale : senza  sottacere nulla  senza compiacere nessuno cercando di offrire un contributo costruttivo per quel che è dato, per quel che è possibile ed è possibile anche se la situazione  è ormai grave.”  ( IMMIGRAZIONE CAMBIARE TUTTO di Stefano Allievi  ed Laterza 2018 – Professore di Sociologia Univ. di Padova )

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