Un Calciatore Presidente della Liberia

di Angelo Cioeta. 

Dal calcio a governare uno dei Paesi più poveri del mondo, il passo è gigantesco. George Weah, ex gloria e giocatore di Milan, Monaco, Paris Saint Germain, Chelsea, Manchester City e Olympique Marsiglia negli anni ’90, è ora il Presidente della Liberia, succedendo a Ellen Johnson Sirleaf (prima donna Presidente nella storia della Liberia).

A Weah sono state affidate le sorti di un Paese dove «due guerre civili ed Ebola hanno causato 250mila morti”, mentre “Il 54% della popolazione vive sotto la soglia della povertà e un milione e 300mila persone sono in condizioni di povertà estrema».

Una sfida difficile, sicuramente impossibile da risolvere nell’arco di un mandato, ma George Weah ha la possibilità di essere il giocatore decisivo di questa partita politica, colui che difficilmente puoi sostituire adeguatamente nel corso di un match. L’inizio di un percorso di riscatto per il suo Paese, dunque, senza nulla togliere al suo predecessore, capace di ottenere il ritiro della missione di pace dell’ONU dalla Liberia e di tutte le sanzioni per la guerra civile. Qui, però, stiamo parlando di una sfida globale e storica.

Weah, tra qualche anno, potrebbe essere ricordato come il primo calciatore non europeo a vincere il pallone d’oro (1995), il Fifa World Player e il premio calciatore africano dell’anno (1989, 1995) e calciatore africano del secolo (1999), ma anche come il politico del definitivo riscatto della Liberia. Insomma, realizzare il “Liberian dream”, in cui rientrano tanti giovani connazionali che aspettano dal suo idolo grandi mosse.

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